Se stai cercando un'app per imparare il turco o lo svedese, prima o poi ti imbatti in Babbel. Non è un'app a punti e streak: è un servizio a pagamento, con lezioni brevi e un'impostazione da corso vero. Per questo il confronto con Kolay è più interessante di quello con Duolingo, e anche più difficile da fare onestamente, perché le due app hanno più cose in comune di quanto sembri. Qui provo a dire dove coincidono, dove no, e per chi conviene l'una o l'altra. Una precisazione prima di cominciare: di Babbel riporto quello che l'azienda dichiara sul proprio sito, di Kolay quello che l'app fa oggi. Prezzi e dettagli di Babbel cambiano spesso, quindi li trovi solo come indicazione e vanno controllati sulla pagina ufficiale.
Cosa fa bene Babbel
Babbel ha un'idea semplice e solida: lezioni brevi, che l'azienda stessa descrive di solito intorno ai 10-15 minuti, costruite su situazioni concrete come presentarsi, ordinare al ristorante, chiedere un'indicazione. Le pagine in cui Babbel spiega come funziona insistono su due cose: parlare presto, grazie al riconoscimento vocale che ti fa ripetere frasi e controlla la pronuncia, e non dimenticare, grazie a una sezione di ripasso che riporta in primo piano parole e frasi già viste.
Sono due punti di forza reali. Il riconoscimento vocale, con tutti i suoi limiti (nessun software ti sostituisce un madrelingua che ti corregge), ti obbliga a dire le frasi ad alta voce fin dall'inizio, e questo è un vantaggio enorme su chi studia solo con gli occhi. Poi Babbel copre più di dieci lingue nella stessa app, tra cui turco e svedese: se un giorno vuoi passare al tedesco o allo spagnolo, resti dove sei. Kolay oggi ne ha tre.
Dove Kolay prende una strada diversa
La prima differenza è pratica ed è la più banale: il prezzo e l'ingresso. Su Kolay le lezioni e le flashcard sono gratuite, senza limiti di tempo e senza carta di credito. Il piano Pro costa 3,99 euro al mese oppure 29,99 euro all'anno e aggiunge audio con pronuncia madrelingua, testi di lettura, grammatica di riferimento e più messaggi con il tutor AI. Babbel è un servizio in abbonamento: per quanto ne so, per usarlo con continuità serve pagare, ma le formule e le promozioni cambiano di continuo, quindi guarda il sito prima di decidere. Se vuoi semplicemente capire se una lingua fa per te senza mettere mano al portafoglio, un piano gratuito vero ha un peso.
La seconda differenza è la grammatica. Kolay lega la grammatica alle lezioni: tocchi, leggi la regola in italiano con tabelle ed esempi, torni all'esercizio. Per lingue lontane dall'italiano, come il turco con le sue desinenze che si attaccano alla radice, o lo svedese con l'articolo che finisce in fondo alla parola (ne abbiamo parlato nell'articolo su perché in svedese l'articolo va alla fine della parola), avere la regola a un tocco dall'esercizio cambia il modo di studiare. Nota onesta: nell'app la grammatica di riferimento completa è parte del piano Pro. Su Babbel la spiegazione grammaticale esiste dentro le lezioni, ma non posso dirti quanto sia estesa lingua per lingua, e conviene provare un corso prima di giudicare.
La terza differenza è la scrittura. Kolay ha un tutor AI testuale: scegli uno scenario (al bar, con un amico, in famiglia, con un collega), scrivi con parole tue in turco, inglese o svedese e ricevi correzioni spiegate in italiano. Attenzione a non fraintendere: è un tutor che legge e corregge quello che scrivi, non uno che ti ascolta. Per parlare con la voce, nel piano Pro hai l'audio dei madrelingua da ascoltare e ripetere, ma non c'è un microfono che valuta la tua pronuncia. Su questo punto Babbel è avanti, e lo dico senza giri di parole.
Il ripasso: qui le due app si assomigliano
Babbel ha il suo Review Manager, che secondo la spiegazione ufficiale porta ogni parola attraverso livelli di conoscenza successivi e la ripropone a intervalli che dipendono da quante volte l'hai ricordata. Kolay ha flashcard con ripetizione spaziata basata sull'algoritmo SM-2, lo stesso principio di Anki: la parola torna quando sei vicino a dimenticarla. Sono due varianti della stessa idea, e quell'idea è giusta (ne parliamo in 15 minuti al giorno battono la maratona del weekend). Se ti stavi chiedendo quale delle due ripassa meglio, la risposta onesta è che non è questo il punto su cui scegliere.
Dove Babbel è semplicemente più avanti
Facciamo l'elenco senza fingere che non esista. Babbel ha molte più lingue. Ha il riconoscimento vocale. È un'azienda grande e rodata, mentre Kolay è un progetto piccolo, fatto da una persona sola. E Kolay oggi si ferma al livello B1: un percorso completo da A1 a B1 per ciascuna delle tre lingue, ma non oltre. Se il tuo obiettivo è arrivare al B2 o al C1, devi controllare fin dove arriva il corso di Babbel nella lingua che ti interessa (non sono in grado di dirlo con certezza per turco e svedese) e fare i conti con il fatto che Kolay, dopo il B1, non ha ancora niente da offrirti.
C'è anche un aspetto meno visibile. Un progetto piccolo ha più libertà di concentrarsi su poche lingue e sul pubblico che parte dall'italiano o dall'inglese, ma ha meno risorse per ogni funzione. Se una cosa ti serve e non c'è, quel limite non è un dettaglio.
Tre domande per scegliere
La prima: cosa ti blocca di più, la grammatica o il parlare? Se la tua paura è aprire bocca, il riconoscimento vocale di Babbel è un vantaggio concreto. Se invece ti perdi nelle regole (casi, desinenze, ordine delle parole), il percorso di Kolay con la grammatica agganciata alle lezioni è pensato per quello.
La seconda: quanto vuoi spendere prima di sapere se la lingua ti piace? Con Kolay puoi fare lezioni e flashcard gratis, per sempre, e decidere dopo se il Pro ti serve. Con Babbel dovrai verificare le condizioni attuali del servizio.
La terza: dove vuoi arrivare? Per un viaggio, per parlare con la famiglia del partner, per cavartela in un trasferimento di lavoro, il livello A2-B1 di Kolay è un traguardo concreto. Per un obiettivo più alto, o per studiare più lingue nella stessa app, Babbel ha più margine.
Come provarle senza sprecare tempo
Il modo più affidabile per scegliere è provarle per una settimana, con le stesse regole. Fai le prime lezioni della stessa lingua su entrambe, con lo stesso impegno (quindici minuti al giorno bastano) e tieni d'occhio tre segnali. Quando sbagli un esercizio, capisci perché era sbagliato o ti limiti a riprovare? Dopo due giorni, ricordi le parole del primo giorno senza guardarle? E infine: ti viene voglia di riaprire l'app da solo, senza che nessuno te lo ricordi? Le risposte a queste tre domande valgono più di qualunque recensione, compresa questa, perché dipendono da come impari tu.
Usarle insieme non è un tradimento
Non sono incompatibili. Qualcuno userà Kolay per la struttura e la grammatica e un'altra risorsa per la pronuncia parlata, qualcun altro farà il contrario. Quello che conta è sapere cosa stai chiedendo a ciascuno strumento. Se vuoi vedere come è fatto il percorso di Kolay livello per livello, la pagina delle lingue mostra turco, inglese e svedese con il numero di lezioni e di parole. E se ti incuriosisce il confronto con l'altra grande app, trovi anche Kolay vs Duolingo.